Cose che solo le scrittrici si sentono dire

Cose che solo le scrittrici si sentono dire_ TheChickClub“Cose che solo le scrittrici si sentono dire” è la traduzione, più o meno letterale, di un hashtag che ha spopolato fino a qualche settimana fa: #ThingsOnlyWomenWritersHear. Le scrittrici di tutto il mondo, americane in primis, sono insorte (ancora una volta) contro tutti coloro che le considerano una categoria inferiore. Hanno quindi deciso di sfogare la loro rabbia su Twitter, esprimendo in 140 caratteri le cose più assurde che si siano mai sentite dire nella loro carriera.

Già, perchè sembra che ancora oggi, nel 2017, il fatto che una donna possa scrivere un libro arrechi profondo fastidio alla maggior parte della popolazione di sesso maschile. Se sei una donna e decidi di essere anche una scrittrice, devi mettere in conto di essere generalmente considerata come una povera illusa che non potrà mai raggiungere i livelli dei suoi colleghi dell’altro sesso. E soprattutto, devi sopportare di ricevere le critiche più disparate, da quelle più simpatiche a quelle realmente offensive. E fare finta di niente.

Tutto ebbe inizio da Joanne Harris

Tutto ebbe inizio da Joanne Harris, la celeberrima autrice del capolavoro Chocolat. E’ stata proprio lei a creare l’hashtag #ThingsOnlyWomenWritersHear in seguito a una conversazione con un tweeter, il quale insinuava che gli uomini sono costretti a sacrificare i propri interessi per la famiglia, più di quanto lo facciano le donne. La replica della Harris è stata immediata, e suonava più o meno così: nessuno mette in dubbio che gli uomini si sacrifichino per la famiglia, ma scuramente la società si aspetta che i sacrifici maggiori li faccia la donna! Come darle torto?

Effettivamente, da lì in poi, le scrittrici-tweeter si sono scatenate. Ne è emerso che ogni donna che abbia pubblicato o sia in procinto di pubblicare un libro sia stata vittima di battute e frecciatine volte a sminuirla in quanto donna e in quanto autrice. Alcuni uomini si credono divertenti, altri vogliono solo ferire e sanno benissimo come farlo. Ma sicuramente tutti risultano estremamente patetici.

“Ma tuo marito lo sa che scrivi libri?”

Le battutacce riportate sono tra le più svariate. Si va da quello che a quanto pare è un classico: “ma perchè non usi uno pseudonimo maschile, così guadagni di più?” allo “Scrivi fantascienza? Com’è possibile, sei una donna!”. Molti uomini sono invece più interessati alla vita privata delle donne alle quali si rivolgono, dai simpaticoni che chiedono se il povero marito in questione sia a conoscenza del fatto che sua moglie scriva libri, a coloro che si preoccupano per il bilancio familiare, chiedendosi e chiedendo alla malcapitata autrice perchè il suo povero marito accetti di mantenerla mentre si dedica a questo hobby.

Un altro grande filone di pensiero è quello che vuole che le donne scrivano solo di quello che sanno, mentre gli uomini possano anche inventare, poichè dotati di iniziativa e, presumibilmente, maggiore apertura mentale rispetto a noi povere bigotte. Ne deriva che le donne possano scrivere solo storie d’amore o di come allevare un figlio, mentre gli uomini siano tutti dei potenziali Stephen King.

“Si ma perché hai bisogno di aiuto con il bambino? Sicuramente puoi scrivere mentre stai al parco”

Let’s chick!

Se questo articolo vi ha sconvolto, se state pensando che quanto qui riportato sia un’esagerazione, e che sia impossibile che tutto questo accada nella nostra avanzatissima civiltà… Vi capisco. Ho reagito allo stesso modo dopo aver letto tutti (o quasi) i tweet correlati a questo hashtag. E mi sono chiesta se un giorno tutto questo finirà o se saremo costrette ad essere umiliate nei secoli dei secoli. Nel frattempo, credo che dovremmo utilizzare l’arma privilegiata delle chickerati: quell’ironia che ci fa sorridere sempre, anche quando in realtà ci sarebbe solo da piangere.

Ti sei perso l’ultimo articolo del The Chick Club? Lo trovi qui. 

Caterina Geraci
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Leggo, scrivo, fotografo, recensisco, posto, twitto. Appassionata di comunicazione a 360°. Ho un interesse smodato per la chick-lit, per gli autori emergenti e per i viaggi, letterari e non. Potrei conquistare il mondo: lasciatemi solo finire l'ultimo capitolo...

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