Una famiglia quasi perfetta, tra sospetti e verità nascoste

Una famiglia quasi perfetta, recensione, thrillerQuali sono gli ingredienti giusti per avere una famiglia perfetta? In fondo, non è poi così difficile. È tutta questione di pratica. Eppure, è più facile di quanto si pensi perdere di vista ciò che veramente conta. Un thriller, Una famiglia quasi perfetta di Jane Shemilt, che fa riflettere sulla perfezione illusoria delle nostre vite.

La trama

Ted è un famoso neurochirurgo. Occupa le sue giornate dividendosi tra il duro, ma appagante lavoro ospedaliero e la famiglia. Jenny è medico generico. Entrambi fanno un lavoro che amano, guadagnano bene, possiedono una bella casa, un cottage al mare, hanno un cane, Bertie. Ed e Theo, gemelli, sono sempre stati diversi “malgrado avessero ricevuto lo stesso amore e la stessa attenzione”. Naomi, quindici anni, è la figlia perfetta, la classica brava ragazza. Nessun vizio, nessun grillo per la testa; negli ultimi tempi un po’ stanca, a volte assorta nei suoi pensieri, a volte irritabile e distaccata, si confida meno con la madre ed ama starsene un po’ in disparte.

Una famiglia normale, come tante.

I giorni passano “senza grandi scossoni”, attraverso la routine quotidiana della normalità: il lavoro, i ragazzi, la scuola. Il segreto –per Jenny – sta tutto nel far quadrare ogni cosa: matrimonio, famiglia, figli, casa, lavoro.

Giorni normali. Erano normali? Allora sembrava di sì…
Normali, sebbene fossero gli ultimi giorni di vita familiare;
normali, anche se venne fuori che quasi tutti stavano mentendo
.

La sera del 19 novembre, però, dopo il penultimo spettacolo al teatro della scuola, Naomi non fa ritorno a casa. Da questo momento in poi, la sua scomparsa inspiegabile e misteriosa innescherà una reazione a catena di sospetti e verità nascoste, che coinvolgerà uno a uno ogni componente della famiglia, sgretolando le fondamenta di quella che era considerata da tutti una famiglia perfetta.

Jenny e l’abisso delle verità nascoste

Continuo a riconsiderare diversi momenti nel tempo
per capire dov’è che avrei potuto cambiare il destino…
Se solo. Se solo avessi ascoltato.
Se solo avessi prestato attenzione.
Se solo potessi ricominciare daccapo.

È Jenny che narra la storia ne Una famiglia quasi perfetta, in prima persona, non tralasciando neanche il più piccolo dettaglio; lei, consapevole di essere stata a casa meno di altre madri e mogli, ma che è altrettanto certa di aver sempre fatto il possibile per non far mancare nulla ai suoi figli; lei, madre coraggiosa che non si ferma davanti a nessun ostacolo; lei che non si dà per vinta, spinta dall’istinto materno a non rinunciare alle indagini; lei, che dopo la scomparsa della figlia, vede crollare giorno dopo giorno come un castello di carta tutte le certezze su cui ha fondato la sua vita.

Jenny è convinta di sapere tutto della sua famiglia, ma comprenderà presto che ciò che conosce dei suoi cari è solo ciò che ha sempre voluto vedere, un’immagine idealizzata, la famiglia perfetta. Ted, Theo, Ed. Quali segreti si nascondono nelle loro vite? E chi è realmente Naomi? Lei che non si sarebbe mai allontanata da casa da sola, lei che era sempre stata messa in guardia dagli sconosciuti. Varie le ipotesi della polizia: fuga, rapimento, omicidio? E chi potrebbe voler male ad una così brava ragazza?

Chissà quando avevi cominciato a cambiare. A diventare una persona completamente diversa senza darlo a vedere. Come avrei potuto capirlo, se ti nascondevi con attenta maestria dietro la bambina che pensavamo che fossi? Come avrei potuto proteggerti?

Conclusioni

Scritto in una prosa chiara, sapiente, attenta ai particolari, Una famiglia quasi perfetta è costruito tra un “prima” e un “dopo” la scomparsa, tassello dopo tassello, con maestria ed abilità tali da catturare il lettore con crescente desiderio di conoscere gli esiti della vicenda familiare dei Malcolm. Una bella storia, in cui tutti possono rivedersi: Jenny, Ted e il loro rapporto coniugale che procede tra alti e bassi, o ancora i sensi di colpa per non essere stati genitori sufficientemente attenti ai segnali lanciati dai figli, perché troppo presi dal lavoro, o le bugie che pian piano affiorano dalla doppia vita di Naomi.

Una suspence inizialmente delicata, che via via cresce e lievita fino ad esplodere in un finale inimmaginabile e distruttivo. Durante la lettura del libro, viene naturale immedesimarsi nell’angoscia disperata di una madre, nel suo dolore, nella sua disperazione e nei suoi continui sensi di colpa. Nulla oramai risulta perfetto. Forse non lo è mai stato. Eppure, i nostri comportamenti, le nostre azioni, le nostre decisioni possono in un attimo farci scivolare in un abisso senza fine e travolgere completamente la vita delle nostre famiglie “come una tempesta violenta e impietosa”. Perché in fondo, nella vita, “otteniamo ciò che scegliamo”.

Rosalba Sindona, Redattrice, Idea Libro
Rosalba Sindona
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“La stanza che contiene i miei libri, i miei migliori amici, è per me una splendida corte, dove converso spesso con i vecchi sapienti e i vecchi filosofi” (Fletcher J.) Docente di Lettere ed appassionata lettrice, vive col marito, il cane ed i suoi “migliori amici libri” nella meravigliosa isola di Sicilia.

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2 Risposte

  1. Iole ha detto:

    Bellissimo articolo che con fluidità e profondità di analisi entra con sagacia nel merito della psicologia della famiglia e che ti appassiona e conquista invogliandoti ad una lettura immediata del romanzo.

    • Rosalba ha detto:

      Grazie, signora Iole, spero possa apprezzare ancor di più il thriller dalla lettura diretta. Ne vale la pena. E continui a seguirci su Idealibro.com. A presto.

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