Fossa Clodia, Chioggia raccontata da Renzo Cremona

Fossa Clodia Renzo CremonaIl fortunato incontro con Fossa Clodia succede in un pomeriggio domenicale d’autunno in cui, forzando la mia cronica pigrizia, parto alla ricerca dell’esposizione nazionale di piccola e media editoria in quel di Susegana, amena cittadina della provincia trevigiana. Dopo l’abbaglio provocato dalla meraviglia della location, un castello sopra un colle con vista pianura su un lato e morbidi colli sulla schiena, m’inoltro nelle sale, affollate di gente.

Navigando senza bussola tra titoli sconosciuti, una copertina di mare. Una foto di uomo con bicicletta a mano che cammina su una diga in mezzo alla nebbia. Si attiva il mio animo polesano e prendo in mano il libro che c’è sotto la copertina: Fossa Clodia di Renzo Cremona.

Fossa Clodia è nome antico della bella Chioggia, cittadina di grande storia e fascino del litorale adriatico, costruita a forma di lisca di pesce.
Una gentile signorina si premura di illustrarmi il contenuto ma io, gentilmente, la blocco, non voglio sapere nulla: ai libri che ti vengono incontro non si chiede, si leggono e basta.

L’ho letto.
Scintillante.

Una raccolta di quaranta racconti in prosa poetica, alcuni dei quali in un dialetto chioggiotto in parte desueto con traduzione a fronte, necessaria per i foresti. Ritratti di personaggi, luoghi, oggetti, sensazioni. Il somegero, il forte San Felice, la forcola, lo stravedamento.

Infine un dialogo filosofico atto a dimostrare che “le parole le fa busi” , elegia dell’importanza delle stesse.
In una cascata di poesia appare una Chioggia quasi magica, piazzata lì nel suo mare, che è accoglienza ma anche isolamento.

Non paga dell’incanto di questa fortunata lettura ho voluto conoscere l’autore di persona, nella sua città, in occasione della presentazione ufficiale del suo libro, evento per il quale servirebbero almeno altre trecento parole di entusiasmo. E Renzo Cremona non si smentisce, è persona accogliente di vera gentilezza.

Marta Murari, Idea Libro Redazione
Marta Murari
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Sì, questa qui sono io, una randagia con carattere difficile e no, non bevo molta acqua e non faccio tanta plin plin, va da sé che non sono pulitissima dentro né bellissima fuori. Non sopporto il frastuono del mondo quindi, oltre a bere tè, cerco d’insonorizzare la tana con pareti di libri.
Vivo in esilio per lavoro ma la nostalgia mi cova dentro, perché si è del posto in cui si è nati.
I gatti sono i miei compagni, discreti e silenziosi, procuro di dare loro una buona vita, in cambio migliorano la mia, mi accettano senza riserve e non cercano di cambiarmi, perché io sono una di loro.

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