Muchachas, la trilogia al femminile di Katherine Pancol

Muchachas recensione

La trilogia completa di Muchachas, edita da Bompiani

Muchachas è l’opera in tre libri di Katherine Pancol, edita da Bompiani. L’autrice in questo libro richiama l’attenzione sul difficile argomento della violenza contro le donne, addentrandosi nella vita quotidiana, reale, alle volte desolata, rare volte spensierata, prendendo spunto da un episodio al quale ha assistito in un giorno di caldo afoso presso un caffè; ed ecco che “la scrittura serve a vedere ciò che si vorrebbe dimenticare.”

La trama di Muchachas

Al centro del romanzo vi sono tre donne, molto diverse tra loro. Hortense, Joséphine e Stella conducono vite differenti in luoghi tra essi distanti.

Hortense

Hortense,premurosa e sottomessa di notte, ribelle di giorno”, tenta a New York la scalata al successo. Il suo sogno? “Diventare una stella nel mondo dell’alta moda”. La sua più grande ambizione? Non diventare una sedia! La gente viene concepita da lei come un rivoltante

esercito di sedie che aspetta tremando il posteriore del capo… quelle persone camminano per strada perché hanno ricevuto l’ordine di alzarsi presto, di prendere il treno o il metrò, di recarsi in ufficio, di annuire davanti al bellimbusto impomatato che servono come un padrone.

Hortense vuole essere, invece, come la Tour Eiffel, vuole “inventare un vestito che slanci, che assottigli, che innalzi verso il cielo.” Il suo motto? “La semplicità è la sofisticatezza estrema.” Convive da tre anni con Gary, un affascinante ed ammirato studente di musica alla “Juilliard”, per il quale esiste solo la sua musica nella vita e dal quale un bel giorno viene piantata in asso a Central Park.

Joséphine

Joséphine, scrittrice di best-seller ma insicura di sé, è innamorata di Philippe, dei suoi “capelli neri, folti”, della sua bocca tesa, elastica, del suo naso dritto, dei suoi muscoli sulla schiena nuda, delle sue lunghe mani; si chiede se si è sempre in ansia quando si è innamorate, o forse è meglio dire “possedute, pervase, scolorite, ricolorate con i colori di lui.” Nonostante i tanti dubbi che la pervadono, Joséphine ha deciso di essere felice, perché “la felicità è uno stato d’animo, una decisione spirituale. La felicità è avere gli occhi spalancati e cercarla dappertutto”.

Per questo decide di trasferirsi da Parigi a Londra, dal suo Philippe. Ma Zoè, figlia sedicenne di Joséphine, rifiuta di seguire la madre; vuole restare a Parigi, col suo Gaétan. Per questo fugge, lasciando la madre nell’attesa, “impotente, dolorosa”.

Stella

Stella, giovane madre di Tom, compagna di Adrian, immigrato clandestino, e figlia di Léonie, lotterà per tutto il primo volume della trilogia per salvare la madre dalle continue violenze del marito, Ray Valenti, pompiere, per tutti un grande eroe con una famiglia perfetta, ma tra le mura di casa carnefice, che rende la moglie preda delle sue vessazioni furiose e umilianti. E proprio il fatto che Léonie non protesti, non reagisca, soccomba, legittima Ray a colpirla ancora, ad essere sempre più prepotente, dispotico, manesco, sadico, e a dirigere soprusi e maltrattamenti anche sulla figlia, Stella.

E poi ancora c’è Tom, dodicenne, “stufo di sentire la madre sempre sul chi va là, sempre timorosa del pericolo, stufo di non poter camminare tenendo per mano il padre… Non può avere amici, perché ai veri amici si dice tutto” e lui ha troppi segreti da mantenere; Adrian, che viene solo di notte, che passa per un sotterraneo, che è orgoglioso di avere un figlio, perché “un figlio è una promessa fatta al tempo. Un progetto di futuro”; Suzon e Georges, i quali per Stella “ci sono sempre stati.”

La critica

Hortense, Joséphine, Stella: tre donne, tre vite, legate inconsapevolmente da un filo invisibile, un climax ascendente, perché abbiamo tutti, a un certo punto della vita, il privilegio di afferrare un inizio di felicità. Vogliamo tutti prenderlo delicatamente e farlo durare il più a lungo possibile.”

Un tema molto attuale e delicato quello dei maltrattamenti alle donne, e nel libro della Pancol colpisce il duplice punto di vista: quello delle donne che non reagiscono per un senso di auto-colpevolizzazione, bassa autostima, insicurezza, vergognandosi di se stesse, come Lèonie, che “non sapeva perché venisse punita, ma che importa…”, oramai “spenta, impassibile, indifferente alla propria sorte”, e quello degli uomini violenti che hanno bisogno di confermare se stessi agli occhi del mondo tormentando le persone ed esercitando la violenza senza incontrare ostacoli, come Ray, che “vuole fare paura, come tutti gli uomini impotenti”, come se non sopportasse di vedere gli altri felici.

Devo dire che, già dalle prime pagine, il primo volume della trilogia Muchachas si trova molto piacevole da leggere, scritto in una prosa scorrevole, disinvolta, sciolta e un ritmo rapido, coinvolgente, dinamico, a tratti divertente, a tratti sentimentale:

I ricordi irrompono inaspettatamente, affiorano in piccole sequenze come spezzoni di pellicola tagliati qua e là…non riaffiorano soltanto bolle nere, ma anche ricordi felici. Soffi di emozione che sfuggono da una boccetta.

A tratti con emergenti note di speranza, perché:

la fede nella vita è credere che il panorama oltre la nebbia esista e là ci sia un posto anche per te. Adesso pensi di essere minuscolo, insignificante, ma da qualche parte c’è un posto riservato a tuo nome, dove sarai felice…Perciò non giudicare la tua vita rispetto a ciò che sei oggi, giudicala pensando al posto che occuperai se ti metti a cercare veramente.

Rosalba Sindona, Redattrice, Idea Libro
Rosalba Sindona
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“La stanza che contiene i miei libri, i miei migliori amici, è per me una splendida corte, dove converso spesso con i vecchi sapienti e i vecchi filosofi” (Fletcher J.) Docente di Lettere ed appassionata lettrice, vive col marito, il cane ed i suoi “migliori amici libri” nella meravigliosa isola di Sicilia.

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2 Risposte

  1. Iole ha detto:

    Da insegnante in pensione mi e’ piaciuta la lettura dell’articolo, dato che non conoscevo la scrittrice e neanche il libro; pare sensibile ed avvolgente l’intreccio; le protagoniste mi sembrano descritte con reale sofferenza interiore. Mi piace la critica che riesce a cogliere una apertura per l’eternità. Lo leggero’ di certo!

    • Rosalba ha detto:

      Grazie, signora Iole. Il primo volume è davvero un bel libro, scorrevole ed intenso. A me è piaciuto molto. Mi ha fatto piacere leggere il suo commento e sono contenta che abbia apprezzato le mie conclusioni. Le auguro una buona lettura della trilogia della Pancol. Spero continui a seguirci su Idea Libro e mi farebbe piacere se volesse in futuro leggere e commentare ancora le mie prossime recensioni. Grazie e a presto.

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