Tommaso e il fotografo cieco di Gesualdo Bufalino

Tommaso e il fotografo cieco recensione

La cover dell’opera nell’edizione Bompiani

Un romanzo particolare quello di Gesualdo Bufalino, sin dal titolo, Tommaso e il fotografo cieco. Un romanzo attuale, interessante, piacevole da leggere. Un fotografo cieco, Tiresia, che si ostina a fotografare le dive e che ha tendenze incestuose, e Tommaso, un intellettuale molto intelligente ma deluso, che ha banalmente scoperto il vuoto e che vive in uno scantinato. “Tommaso e Tiresia, dispari coppia di formichine…

La trama

Tommaso è un giornalista di quarantanove anni senza più entusiasmo, sposato come molti più per pigrizia che per amore. Un giorno, “per confusi motivi esistenziali”, comincia a chiedersi il perché di tutto: lavoro, famiglia, amici. E questo è l’inizio della crisi, l’inizio di una nuova vita. Tommaso potrebbe essere uno chiunque di noi, con le nostre paure, con la nostra voglia di scappare. E Tommaso scappa, non in cerca di deserti o “asprezze montane”; al contrario, ripiega su un “eremo urbano”, metropolitano, sciogliendosi da ogni obbligo familiare e civico, per consegnarsi ad una monotonia che lo bea, riducendo il rapporto con gli altri a un “economico scambio di saluti e cerimonie”.

Si rintana in un appartamento di un condominio apparentemente tranquillo di una Roma “esangue”, in cui uomini e donne che sembrano così normali all’inizio del libro, poi, si trasformano pian piano in persone molto diverse da quelle che sembrano; tante “marionette per un teatro da camera, mosse da un filo invisibile, metà ombre, metà cose salde.

La critica a Tommaso e il fotografo cieco

Una critica alle apparenze del nostro mondo, ma non pungente, anzi, quasi ironica. Quale rifugio per Tommaso? Un appartamento romano sotto terra, con un’unica finestrella e un unico passatempo, guardare da spettatore e cronista le scarpe delle persone che vi passano davanti. Il suo rifugio, “la sua garitta di sentinella stradale”, sua zattera di salvataggio, suo unico cordone ombelicale con le peripezie della storia.

Attraverso la finestrella, egli osserva il mondo e gli strani abitanti del condominio. Un mondo composto, variegato, uno specchio del nostro mondo, con tutti i suoi eccessi, i suoi difetti. Da lì osserva tutto, da solo, da “falso romito in una catapecchia extraterritoriale”, senza però fare di questa solitudine una regola maniacale.

Un personaggio strano Tommaso, potrebbe davvero essere ognuno di noi in certi momenti della nostra vita. E Tommaso si accorge in fondo che quello che prova lui, questo senso di solitudine, non è solo suo. È in realtà un sentimento che attraversa molte persone, è un malessere sempre più diffuso e al quale ognuno cerca di reagire a proprio modo, non solo estraniandosi dal mondo, ma trovando in esso la propria strada.

Un bel libro disincantato sulla crisi dell’uomo di fronte al mondo moderno, con un finale dai chiari tratti metafisici e morali.

Rosalba Sindona, Redattrice, Idea Libro
Rosalba Sindona
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“La stanza che contiene i miei libri, i miei migliori amici, è per me una splendida corte, dove converso spesso con i vecchi sapienti e i vecchi filosofi” (Fletcher J.) Docente di Lettere ed appassionata lettrice, vive col marito, il cane ed i suoi “migliori amici libri” nella meravigliosa isola di Sicilia.

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3 Risposte

  1. S. V. ha detto:

    Bellissimo articolo. Viene voglia di leggere questo romanzo.

    • Laura Landi ha detto:

      Grazie! Beh, se deciderai di leggerlo aspettiamo un tuo commento 😉 Continua a seguirci!

    • Rosalba ha detto:

      Grazie per il tempo dedicato alla lettura del mio articolo. Sono lieta che le sia piaciuto e spero possa apprezzare a pieno il libro di Gesualdo Bufalino. Continui a seguirci su Idea Libro. A presto.

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